Senza mezzi a motore né comfort, Alicudi è la più occidentale e selvaggia delle Isole Eolie offre un’esperienza rigenerante. Tra mille scalini di pietra, capre e tramonti mozzafiato
Chi ama il mare sa già che cosa significhi sentirsi soli. Nel senso più bello del termine. Quello che ci consente di fare amicizia con se stessi. E, quando è il caso, anche litigarci un po’. La vita su un’isola è un po’ come non smettere mai la navigazione. Tanto più quando l’isola è piccola e selvaggia come Alicudi. Qui parlare di terra ferma suona un po’ come un’eufemismo. I piedi sono sul suolo, certo, ma gli occhi vanno ancora per mare e gli elementi naturali sono i nostri compagni quotidiani.
La più sperduta delle Isole Eolie è il buon retiro di quanti non temono di restare, appunto, da soli. Lontani da un mondo digitale che qui li sfiora appena e solo se proprio necessario. Lontani da comfort che altrove sarebbero sembrati irrinunciabili e che qui invece appaiono come una intrusione in un mondo dove il benessere segue logiche diverse. Chi ci viene regolarmente spera che nessun altro la scopra, che Alicudi rimanga così com’è, vicina e lontana allo stesso tempo.
Una vacanza diversa
La seconda isola più piccola delle Eolie – la prima, tecnicamente, sarebbe Panarea – è spesso percepita come la più remota e meno estesa, vuoi per la sua conformazione a cono, tutta in salita, sia per la sua lontananza dalla vita comune. Dimenticate locali e divertimenti prefabbricati e ricordate, prima, di prelevare del contante e di procurarvi i farmaci di prima necessità. Sbarcati qui non troverete né banche né farmacie, così come potrete fare la spesa sono in un paio di negozi e di ristoranti. L’alternativa è cucinare a casa propria o farsi invitare alla tavola di qualcuno del posto. Questa seconda opzione vi consentirà di avvicinarvi un po’ di più allo spirito di un’isola lontana idealmente anni luce non solo dal continente ma anche da diverse altre sue compagne di arcipelago. Qui né macchine né motorini hanno diritto di circolazione. E per muoversi potete contare solo sulle vostre gambe o, se avete bisogno di un aiuto per spesa e bagagli, sulla generosa groppa di un mulo. Mulattiere di nome e di fatto, qui le strade che si inerpicano sul fianco del vulcano (inattivo) possono essere percorse solo a piedi, a tutto vantaggio dei suoni del mare e del vento, qui protagonisti.
Occhio all’ancoraggio
L’altra possibilità di movimento è offerta da questi stessi due elementi, che consentono a chi ci viene in barca o ne affitta una in loco di conoscere i diversi punti della sua costa frastagliata e spesso a strapiombo. Quindi, irraggiungibile via terra. Per approdare, informatevi bene prima, sia sulle condizioni meteo sia sulla disponibilità di ancoraggio, dato che l’unico approdo esistente, lo Scalo Palomba, è riservato a traghetti e aliscafi. Per gettare l’ancora, dunque, dovrete puntare sulle vicinanze dello scoglio stesso o puntare alla rada di fronte al borgo, ricordando che i fondali pietrosi in questo tratto di mare sono molto alti. Per il resto, l’isola non presenta ridossi e in caso di cattivo tempo il mare si alza notevolmente ovunque.
Una salita che merita
Una volta giunti sull’isola, comunque, dimenticherete ogni eventuale difficoltà fin qui affrontata. Ampiamente ripagata dalla bellezza di quanto vi circonda. Il centro principale dell’isola, Alicudi Porto, vi attende sulla riva, con il suo bravo molo lungo una decina di metri e riservato alle piccole imbarcazioni. Da qui, potrete camminare verso la vicina spiaggia di Perciato, posta a occidente rispetto al paese. Se siete amanti del climbing e del trekking vi farà piacere sapere che la salita sui massicci centrali del Monte Filo dell’Arpa vi consentirà di arrivare fino a 675 metri di altezza. Nel corso dell’escursione, impegnativa ma straordinariamente coinvolgente, potrete scoprire Montagnole, la cima dell’isola, e la natura selvaggia che caratterizza tutta la sua parte alta, con i muretti a secco che ancora delimitano piccoli appezzamenti di terreno un tempo coltivati. Contro queste stesse costruzioni, quando è stagione, troverete abbondanti piantine di ranuncolo delle rupi, specie endemica della Sicilia, nonché numerose felci.
Chiese panoramiche
Per un approccio relativamente più soft alle bellezze dell’isola potrete seguire la via lastricata che dal molo degli aliscafi vi conduce con i suoi innumerevoli scalini prima tra le case del borgo principale e quindi alla Chiesa del Carmine con il suo particolare campanile staccato dall’edificio di culto. Seguendo il sentiero, generoso di scorci sul mare oltre che sul piccolo abitato che si sviluppa sotto, in circa 20 minuti potrete raggiungere la scenografica Chiesa di San Bartolo. Unico monumento storico dell’isola, è stata costruita nel 1821 sui resti di un edificio del Seicento. Offre un sagrato terrazzato che pare fatto apposta per sostare, riposare e, perché no, scattare qualche foto al mare da cui spuntano le isole di Filicudi e Salina.
Spiagge da conquistare
Sul versante orientale dell’isola troverete la contrada Sgurbio. Composta da pochissime case, può essere raggiunta via terra attraverso un tortuoso sentiero oppure, più facilmente, via mare. Sempre grazie a una barca potrete conoscere anche un altro dei pochi centri (scarsamente) abitati di Alicudi: contrada Bazzina. A questo altro microscopico borgo è legata una delle poche spiagge qui raggiungibili a piedi, dato che quasi tutte le altre si trovano incuneate tra insenature granitiche, certo splendide ma esclusiva di chi può disporre di una barca. Estesa a nord-est dell’abitato, la spiaggia di Bazzina offre fondali bassi, acqua limpidissima e la stessa riposante solitudine che è patrimonio di tutta l’isola. Per godere della sua bellezza senza la barca potrete seguire il sentiero accidentato che dal porto si inerpica strettissimo e a strapiombo sul mare. In alternativa, vi resta comunque la spiaggia di Alicudi Porto. Questa lunga distesa di sassi scuri fiancheggia interamente l’abitato e si sviluppa ai due lati del porto. Il suo settore più lungo e stretto è quello meridionale, dove si alza quel grande arco di roccia noto come lo Scoglio della Palomba. Camminando verso la sua estremità a sud vi troverete altri scogli minori, tra cui il cosiddetto Perciato, composto da una roccia vulcanica forata (perciata, appunto, in siciliano).
Tramonti tra le capre
Per finire, ai collezionisti di tramonti Alicudi offre esperienze difficilmente dimenticabili. Per averne una prova, raggiungete quella che, non a caso, è chiamata la Casa del Tramonto. Punto panoramico imperdibile per chiunque visiti l’isola, questa vecchia abitazione abbandonata, ormai ridotta a rudere, si trova al termine di un sentiero panoramico a mezza costa fatto di quegli scalini lastricati che sono tra le caratteristiche dell’isola. Altro punto fermo, si fa per dire, saranno le capre che, numerose, incontrerete lungo il percorso, strappandovi più di un sorriso e costringendovi i a sostare per una foto. Una delle tante con cui cercherete di cristallizzare la magia di questa vacanza.
